Yami no Baka - Hayao Miyazaki

HAYAO MIYAZAKI

Hayao Miyazaki è, a tutt'oggi, il più noto tra i registi d'animazione giapponese. Durante la sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: tra i più noti, il premio Oscar e l'Orso d'oro al festival di Berlino per il film d'animazione La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi) e il Leone d'oro alla carriera al festival del cinema di Venezia (è stato il primo regista d'animazione ad ottenere tale riconoscimento). Il suo più recente Il castello errante di Howl (Hauru no ugoku shiro) ha ottenuto una nomination all'Oscar, senza tuttavia vincerlo. E naturalmente, la vita d'un uomo tanto eccezionale merita senz'altro d'essere, seppur rapidamente, percorsa. Miyazaki nasce a Tokyo nel 1941; sua madre è una donna di una cultura estremamente raffinata e suo padre possiede una fabbrica di timoni per aerei da guerra, che gli trasmetterà la passione per il disegno dei macchinari. Si laurea in economia e scienze politiche all'Università di Gakushuin nel 1963. Successivamente, entra a far parte di diverse compagnie d'animazione lavorando come intercalatore, illustratore e artista concettuale. Dirige serie note come Rupan Sensei (Lupin III) e Alps no shojo Heidi (Heidi, la ragazza delle Alpi), ma soprattutto la serie Mirai no shonen Conan (Conan, il ragazzo del futuro).

Il suo primo lungometraggio realizzato in completa autonomia è Nausicaa della valle del vento(Kaze no tani no Nausicaa), tratto da un manga da lui stesso realizzato. Tuttavia, anime e manga differiscono molto, dal momento che che durante la realizzazione del film quest'ultimo non era ancora terminato: ma la versione cartacea è più complessa, approfondita e sicuramente più cruda e cruenta. Fonda, con l'amico Isao Takahata, lo Studio Ghibli, all'interno del quale realizza numerosi dei suoi più noti capolavori d'animazione: Laputa, castle in the sky (1986), Il mio vicino Totoro (1988), Kiki's delivery service (1989), Porco rosso (1992), Princess Mononoke (1997), La città incantata (2001) e Il castello errante di Howl (2004).

Apro questa sezione perché, sì, amo Hayao a un livello profondo e tormentato, per meglio dire lo sogno di notte. Ritengo che sia un maledetto genio e che abbia la straordinaria capacità di raccontare la sua interiorità in una maniera incredibile, di una delicatezza dolente, che sfiora appena l'animo producendo tante nostalgiche increspature.

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Irechan